sabato 27 giugno 2009

TEATRI...AMO, TORNA LA PASSIONE PER IL TEATRO




Carosino,


“ E’ finito il teatrino”, ma per fortuna non è finita la rassegna teatrale… “Teatri…amo”. Prendendo spunto dal titolo della prima opera in scena sabato prossimo, nel Castello D’Ayala Valva (Compagnia Stabile Skenè di Frattamaggiore, a cura di U.P.T.C per la regia di Giuseppe Barbato)mutuandone i termini giunge dalla Città della Sagra del Vino,il grido di passione per l’arte del palcoscenico. Il Premio Nazionale per il Teatro Amatoriale “Francesco Lieti” prenderà il via il prossimo 27 giugno con una settimana di ritardo rispetto a quanto preannunciato per le cattive condizioni del tempo della scorsa settimana e terminerà il prossimo 9 agosto. Cinque le finaliste con due spettacoli teatrali fuori concorso , il primo del quale è affidato alla Compagnia “I Fliaci” di Lino Conte autore e regista di “Quanne a jatte non ge ste u sciorge balle”(1 agosto)mentre la seconda , a chiusura (8-9 agosto)con la stessa Compagnia Cicci Ti santa in “A un passo dal trapasso” (di Raffaele Giostra per la regia di Antonio Spagnulo).Tra l’inizio e la fine di una magica avventura quale possa essere anche quest’anno “Teatri…amo” c’è una mole di lavoro notevole, tanta passione e il fascino del teatro che sarà ospitato sempre nella suggestiva cornice del D’Ayala Valva probabilmente una “location” a cui , almeno nel periodo estivo, non si potrà rinunciare nemmeno quando sarà consegnato alla comunità quello che lo stesso Pino Fiorino ha considerato “il gioiello del teatro comunale”.Il livello della rassegna è salito di tono, anche quest’anno gli organizzatori giurano sul salto di qualità.Non c’è da dubitare perché cosi è stato lo scorso anno e se le compagnie teatrali sono in finale vuol dire che un motivo valido ci sarà.Nello specifico ,dopo l’apertura della Compagnia Stabile Skenè, toccherà ,il giorno successivo, domenica 28 giugno, alla Compagnia “C.L.A.E.T.” di Palombina Nuova (An) il cui cast di attori si cimenterà in un lavoro di Angelo Longoni per la regia di Davide Giovagnetti dal titolo che …promette bene quanto a stranezze e imprevedibilità: “Xanax”.Doppio spettacolo, dunque, per un week end da favola. Il prossimo 5 luglio,invece,la rassegna tornerà a parlare campano con la Compagnia Associazione Culturale Teatro Mio” di Vico Equense (Na). “Meno male che c’è Attilio” è titolo del lavoro finalista di Bruno Alvino per la regia dello stesso autore.Con vero piacere gli spettatori affezionati della rassegna potranno applaudire la Compagnia Teatro Immagine di Salzano ( Venezia) che con la regia di Benoit Roland quest’anno(12 luglio) cercheranno il bis nel Premio Teatri…amo con “I Promessi Sposi”.Prima della sosta per i Giochi Estivi di Carosino,il 19 luglio salirà sul palcoscenico la “Compagnia I Cattivi di Cuore”di Imperia che con la regia di Gino Brusco darà vita ad un’opera dal titolo “Le Muse Orfane” di Michael Marc Bouchard.Ricco e variegato cartellone, dunque, che a dispetto della crisi ripropone le stesse “antiche” risorse di sempre: il desiderio di fare del teatro un momento di crescita culturale e sociale, di assoluto divertimento e di aggregazione. “Il fatto che vengano da noi tante compagnie teatrali – ha detto tra l’altro Pino Fiorino- ci riempie di gioia, presuppone il segno del’accoglienza e anche per questo noi non ci faremo trovare impreparati.Per il resto Teatri…amo parlerà lo stesso linguaggio e alla fine i valori emergeranno,come sempre. In più, posso anticipare che è in programma una bella sorpresa finale. Ma non fatemi aggiungere altro.”Sipario per tutti gli spettacoli ore 21.Ingresso 5 euro, abbonamenti 25 euro. Infoline.334884137,oppure info@ciccitisantateatro.it;www.ciccitisantateatro.it.

LA VALIGIA CON LO SPAGO


E' scattato il passaparola pe runa nuova trasmissione che andrà in onda su Rai Uno in seconda serata il cui titolo è "La valigia con lo spago".Lo spot televisivo rende l'idea, il titolo evoca situazioni ch abbiamo passato noi italini, siamo curiosi di vedere cosa e come sarà.

sabato 6 giugno 2009

san giorgio jonico, un murales per la scuola




San Giorgio Jonico,

Un murales per la scuola primaria “M.Nesca”.Quando non arriva l’azione degli amministratori giunge l’opera dei liberi cittadini. Quelli del “Comitato Genitori “M.Nesca”, strumento operativo dell’omonima scuola primaria che fa capo all’Istituto Comprensivo “G.. Pascoli”, hanno da tempo intrapreso la strada dell’impegno a favore dei propri figli e del territorio. Con o senza aiuti istituzionali portano avanti un progetto di impegno sociale per una cittadinanza attiva. L’ultima idea è stata quella di realizzare, con l’aiuto di due artisti ( Massimo De Lorenzis e Andrea Cristaldi)un murales che rende l’ingresso della scuola molto bello.” Lo scopo – hanno detto all’unisono i componenti il Comitato genitori- è quello di dare una nuova immagine del territorio, i ragazzi sono impegnati in qualcosa che appartiene a loro.Nel caso del murales sono gli alunni che accompagnano il lavoro dei due esperti. Speriamo di dare a questa via un significato culturale perché questa non è una iniziativa isolata. Facciamo di necessità virtù, ci autotassiamo e portiamo avanti un progetto che collabora a migliorare il nostro paese.”Per De Lorenzis, la trovata del murales (da non confondere con i graffiti che evocano disagio e messaggi diversi dai buoni valori)”potrebbe essere un trampolino di lancio per una nuova visione del bello nel nostro paese.”De Lorenzis , che si è reso nel recente passato promotore di iniziative artistiche,lancia anche il messaggio affinchè “vengano promosse iniziative di questo tipo con lo scopo di promuovere l’arte e la cultura allargando i nostri orizzonti. Per disegnare e colorare un paese più bello”.

domenica 24 maggio 2009

La 33 Edizione della Strataranto

E' targata Marocco la 33ª edizione della Strataranto. La corsa su strada di 10 km che si è disputata questa mattina sulle strade di Taranto, organizzata dalla Podistica Taras Shopping Sport, è stata vinta dal marocchino Issam Zaid, nato a Casablanca nel 1986, già vincitore lo scorso anno a Taranto di Vivicittà.
Zaid, tesserato per la Polisportiva Rocco Scotellaro Matera, si è imposto al tempo (non ufficiale) di 30'30'', precedendo due atleti pugliesi, il leccese Gianmarco Buttazzo (C.S. Esercito) ed il palese Francesco Minerva (Atletica Civitas Olbia). Al quarto e quinto posto El Houcine Zaid (Rocco Scotellaro Matera) ed Antonio Zaccheo (Atletica Civitas Olbia).
La corsa, che ha preso il via in perfetto orario alle ore 9,30, ha visto inizialmente Minerva e Buttazzo davanti, seguiti a pochi metri da Zaid. Il marocchino ha poi preso l'iniziativa, trovando collaborazione in Buttazzo. La coppia di testa ha condotto per quasi tutta la gara, poi, a circa due chilometri dall'arrivo, Zaid ha staccato il suo compagno di fuga per andare a vincere in solitudine.
“E' stata una buona gara la mia – ha detto alla fine il vincitore – perché sono riuscito a trovare subito un buon ritmo e a mantenerlo. L'unico problema è stato il caldo, ma sono riuscito a sopportarlo”. Anche Buttazzo, azzurro di corsa su strada e campestre, ha sofferto il caldo negli ultimi chilometri, ma anche i carichi di lavoro effettuato nei giorni scorsi. “La Strataranto per me è stata un buon test in vista del campionato italiano di mezza maratona, che correrò domenica prossima a Ravenna. Spero in quella occasione di correre sotto il personale di 1h04'50'' che ho fatto nel 2005”.
La corsa, in campo femminile, è stata vinta dalla calabrese Palma De Leo (Violetta Club Lamezia Terme), che non ha avuto problemi ad imporsi sulla marocchina Faraji Rahma (Gs Due Sassi Matera); al terzo posto Francesca Labianca (Nuova Atletica Femminile Acquaviva).
Il gran caldo di questi giorni ha influito sulla partecipazione: sono stati circa 750 i concorrenti, provenienti da ogni parte della Puglia, ma anche dalle regioni limitrofe. La corsa si è disputata senza alcun problema, grazie alla quasi totale chiusura al traffico e al buon servizio d'ordine, garantito dalla Polizia Municipale e dalla Protezione Civile.
La corsa era valevole quest'anno quale campionato regionale Master, il settore dei “veterani” dell'atletica: sono stati assegnati 19 titoli individuali, il titolo a squadre è stato vinto dalla Podistica Faggiano All Trade, davanti alla Montedoro Noci e all Podistica Talsano.
Alla premiazione hanno preso parte l'assessore allo Sport del Comune di Taranto, Michele Contino, che ha dato anche il via alla corsa, il presidente del Coni provinciale Giuseppe Graniglia, che ha preso parte alla gara, ed il responsabile del settore Amatori-Master della Fidal pugliese, Stefano Bianco.
Antonio Bargelloni

domenica 17 maggio 2009

il consiglio comunale dei bambini


Partire dai bambini rendendoli davvero protagonisti di un cambiamento per un progetto che punti alla cittadinanza attiva e responsabile. Si racchiude cosi il senso della manifestazione in programma a San Giorgio Jonico il prossimo 20 maggio presso l’Aula Consiliare del Municipio in via S. D’Acquisto. L’originalità dell’esperienza promossa dalle Associazioni di Volontariato Alzaia ,Amici di Manaus, Arciragazzi Taranto,Coordinamento dei Genitori Democratici, Crest,il Vello d’Oro, Movimento Shalom,Open Mind e Unicef,ha fatto registrare l’entusiasta adesione del Comune di San Giorgio Jonico e del 1° Circolo Didattico Statale “M.Pia”. Saranno proprio i ragazzi delle quinte classi del Circolo Didattico ( con i due plessi “M.Pia” e “De Gasperi”)a polarizzare l’attenzione degli adulti che rimarranno del tutto estranei ai “lavori” dell’assise cittadina. In particolare tredici consiglieri scelti tra i ragazzi che stanno portando a compimento un corso di giornalismo e sulla comunicazione a tutto tondo nell’ambito dei lavori della Biblioteca Scolastica “Librando” e del giornalino scolastico “MV” ( Matite Volanti)curato dagli insegnanti della scuola,siederanno tra gli scanni dove solitamente si svolge la regolare sessione di lavori del consiglio comunale. Nessuno tra essi avrà un ruolo di leader, quindi non ci sarà il sindaco-bambino ma in realtà attraverso la formula della leadership condivisa tutti sono protagonisti attivi di un fronte comune: amare il proprio paese ! In aula sarà presente anche il “pubblico bambino”, composto dagli altri ragazzi mentre a completare la cornice reale e attiva ci saranno fotoreporter, giornalisti,addetti al’accoglienza,cineoperatori. Coordinerà i lavori il segretario del consiglio comunale dei bambini,rigorosamente …bambino anche lui,per una socializzazione di tutte le idee che sono state raccolte attraverso la forma di elaborati scritti, disegni, foto che descrivono la realtà del paese e che ne pennellano le proposte operative. A tenere banco,insomma,sono i progetti concreti dei bambini che guardano il proprio paese con gli occhi del disincanto ma anche da una forte passione propositiva. L’azione non è orientata a sollevare polemiche su quello che non è stato ancora fatto quanto piuttosto sulla condivisione e sulla necessità di dare tutti il giusto contributo per migliorare la qualità del paese a immagine dei bambini che contestualmente acquisiscono quella forza interiore proiettata verso il rispetto della cosa pubblica . Sono stati “scandagliati” tutti i settori della vita pubblica con riferimento alle aree che sono di competenza degli assessorati: cultura, istruzione, viabilità,lavori pubblici, sanità, ecc. Insomma una bella esperienza che merita di essere seguita dagli adulti questa volta nelle insolite vesti di uditori. Non una passerella e nemmeno una giornata celebrativa ma un vero impegno fatto di fatica e di sogni da portare a termine. L’appuntamento è alle ore 10 nell’aula consiliare del Municipio.

domenica 10 maggio 2009

Don Marra, da clandestino a sacerdote


di Zita Dazzi ( da Repubblica)

Era un clandestino, un volto anonimo in mezzo a migliaia di altri. Un africano sbarcato a Milano col visto turistico e presto inghiottito dal gorgo del lavoro nero e di una vita sotto traccia, sempre in fuga dalla polizia, sempre in preda alla paura di essere scoperto e rimandato a casa, in Costa d’Avorio, dove non c’è pace e non c’è lavoro per le persone oneste come lui. Marra Bangaly, in Italia da 16 anni, oggi è diacono, opera nella chiesa di piazza Esquilino, nella periferia dura di San Siro, e a giugno sarà a tutti gli effetti prete della Diocesi ambrosiana. Il primo immigrato che declina la parola integrazione con la scelta del sacerdozio, dopo un lungo percorso iniziato con la conversione — lui islamico di famiglia osservante è diventato cattolico praticante — e proseguito con la scelta di entrare in seminario.«L’ho fatto per mettermi al servizio — spiega oggi, a un passo dall’ ordinazione — Questo è il mio scopo, questa sarà la mia vita nella chiesa ambrosiana». Una scelta forte che all’inizio don Marra, 38 anni, ha dovuto difendere con i denti e con le unghie. Perché erano gli stessi alti vertici della Curia e del seminario a non essere certi della possibilità che lui ce la potesse fare, che riuscisse a portare a termine il progetto, interrompendo abitudini, tradizioni familiari, rompendo col suo passato. Ma don Marra, rimasto due anni in clandestinità e abituato a mangiar polvere, è un tipo ostinato. Arrivato col titolo di studio elementare, ha preso prima la maturità e ora ha quasi completato gli studi in teologia, oltre a lavorare in parrocchia da un anno e mezzo.Il primo che ha dovuto convincere delle sue intenzioni è stato don Ezio Castaldi, parroco della chiesa dei Santi Donato e Carpoforo a Renate — guarda caso la città natale del cardinale Dionigi Tettamanzi — che lo ospitò nei suoi primi anni in Italia. «Facevo l’ operaio in una ditta di materie plastiche, prima avevo lavorato a lungo in nero e aspettato la sanatoria con lo stesso terrore di non farcela a mettermi in regola che oggi hanno tanti miei connazionali», racconta con la sua bella voce pacata, lo sguardo sereno, quasi divertito da tanta attenzione. Non dice qual è stato l’evento, il motivo dirompente per cui a un certo punto ha lasciato la fabbrica per prendere i voti. «Frequentavo la parrocchia e a un certo punto ho sentito una chiamata, è nata la mia vocazione. Ero in cerca di una profondità, di una spiritualità nuova. Sentivo dentro che quella era la mia strada. Don Ezio mi ha aiutato, mi ha accompagnato all’inizio, nel ‘96 mi ha battezzato e poi mi ha portato in seminario e da lì è iniziato tutto».
Di lui parlano tutti bene. A partire da don Peppino Maffi, rettore del seminario di Venegono: «È un grande uomo, molto motivato, si porta dentro la sua cultura africana, ma sa farsi rispettare e amare da tutti». Lo stesso dice don Donato Pastori, ex missionario in Africa e parroco della Beata Vergine addolorata di San Siro, a cui don Marra è stato assegnato: «All’inizio c’era qualche parrocchiano perplesso, c’è stata anche una banda di giovinastri che non portava rispetto, ma lui è una persona talmente buona, semplice, disponibile che ora sono tutti dalla sua parte».Quella di Marra Bangaly è una storia di marginalità che improvvisamente prende una svolta diversa. E che segna un punto a favore di chi, come il cardinale Tettamanzi, sostiene — fra mille critiche — che l’accoglienza degli stranieri può essere una risorsa, una fonte di arricchimento reciproco. «Quando sono arrivato io, la situazione era dura ma meno difficile di oggi — racconta don Marra — Certo, anche allora, chi come me era clandestino si sentiva un rifiuto della società, aveva le mani legate, non poteva avere una casa normale, un lavoro normale, non poteva studiare né far niente».Ma 16 anni dopo, alla vigilia della cittadinanza italiana, il primo prete nero della diocesi vede un futuro difficile. «Sento parlare di cose oscene, come i vagoni riservati ai milanesi, cose che mi fanno pensare al Sudafrica e all’apartheid. Vedo un progresso che sembra un regresso e che porterà problemi sociali difficili da risolvere, perché quelli come me continueranno ad arrivare e a chiedere di integrarsi nel vostro mondo. Su questo occorrerebbe pensare bene prima di fare demagogia».
(10 maggio 2009)

sabato 9 maggio 2009

CAROSINO RICORDA SCIASCIA

Carosino,

A venti anni dalla morte di Leonardo Sciascia tra Meridionalismo e Mediterraneo. Con il convegno dedicato a "La cultura meridionale tra letteratura, fatalismo e indifferenza"che si svolgerà domani a Carosino (inizio ore 18.30) prendono il via le celebrazione per ricordare Leonardo Sciascia a venti anni dalla morte. L'occasione è offerta dall'incontro organizzato dal Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, diretto da Pierfranco Bruni, che presenterà il saggio (uno studio sulle radici della cultura meridionale a partire da Leonardo Sciascia) di Pio Rasulo dal titolo: “La lunga notte della civetta” (Il Coscile) mutuandolo da "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia.
Si tratta di un lavoro di straordinaria importanza sia dal punto di vista antropologico – sociologico che letterario. La postfazione è dell'antropologo Antonio Basile, che riprende il percorso che Pio Rasulo (docente di estetica all’Università del Salento) ha tracciato nel suo primo volume risalente al 1963. Uno scavo nel tessuto di quei valori contadini e meridionali che hanno caratterizzato i processi culturali di tutto il Sud d’Italia a cominciare dal 1945 sino ai giorni nostri. Continua lo scavo iniziato da Leonardo Sciascia. Dalla Sicilia alla Lucania e alla Puglia. Un viaggio nei Sud del "Mediterraneo. da Sciascia a Rasulo.
A presentare il percorso dal Meridionalismo di Sciascia a Rasulo" saranno Pierfranco Bruni, Vice presidente del Sindacato Libero Scrittori e autore di un testo, pubblicato cinque anni fa, dedicato interamente alla produzione letteraria e saggistica di “Pio Rasulo tra l’intelletturale, il poeta e lo scrittore”, Marilena Cavallo, docente e saggista e con l’intervento e la testimonianza dello stesso Pio Rasulo. I lavori saranno coordinati da Roberto Burano del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” e l’artista Piero Andriani leggerà brani dello studio di Rasulo. L’incontro, con il patrocinio del Sindacato Libero Scrittori Italiani, si svolgerà nella sede del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” di Carosino in via Vittorio Veneto, 27 ."Leonardo Sciascia che pubblica 'Il giorno della civietta' nel 1961, resta al centro della discussione, sostiene Pierfranco Bruni, e le questioni poste nei suoi libri riecheggiano con grande forza nella ricerca di Pio Rasulo. Parlando di meridionalismo non si possono trascurare le tesi di Sciascia sino a intrecciare il tema del Mediterraneo dentro una meridionalità fatta di luoghi e di valori, di processi storici e valenze politiche che si definiscono in un vero e proprio apparato antropologico. Rasulo è come se continuasse, con il suo testo, i parametri adottati da Sciascia per la sua Sicilia".
“Nel cuore del Sud, sottolinea Marilena Cavallo, c'è l'appartenenza ad una cultura contadina che dà il senso delle origini. Non fa dimenticare quell'orizzonte delle radici che fa rivivere l'odore della terra. E nell'odore della terra il viaggio verso una eredità che pone al centro il sentimento dell'uomo. La lunga notte della civetta di Pio Rasulo non è soltanto una rappresentazione dei luoghi, di un tempo, degli uomini che hanno abitato quella terra e degli uomini che la abitano. E' la meditazione di una geografia dell'anima che diventa forma contemplante di un paesaggio reale che si è trasformato in una lunga metafora dalla quale si sprigionano simboli e segni”. Lo studio di Rasulo, mutuando riflessioni che provengono appunto da Sciascia, va oltre ogni metafora. Un percorso che è anche un progetto educativo. Educare alla memoria è un messaggio che Pio Rasulo ci consegna. Un viaggio dentro una memoria che deve educare a non dimenticare. Nello studio di Rasulo ci sono i paesi e contadini del Sud: quelli che recitano malinconia e nenia, fatica nei campi e alzate nelle ore antelucane. Usi e costumi. Riti e liturgie. Miti e leggende. Canti e rosario recitato. Un percorso che ripropone una lettura non malinconica ma antropologica di una realtà che è dentro la storia proprio tra letteratura e fatalismo.